Photos/Foto (Mostra)
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Mostra Fotografica 2005

MOSTRA FOTOGRAFICA


Dal 1° luglio e fino al 30 novembre, presso l’atrio della Parrocchia di Sant’Andrea di Millaures, è allestita una mostra fotografica.
Una carrellata sulle virtù dei “Semplici” più comuni presenti nella nostra area ed il loro modo d’utilizzo.



"Le proprietà delle piante, bacce ed erbe officinali
del nostro territorio"



La mostra è a cura del Consorzio di Sviluppo Agricolo di Millaures.




PRESENTAZIONE
L’importanza e l’influenza della medicina popolare ha avuto rilevanza di primo piano nella storia dell’uomo. Nell’ambito delle tradizioni medico popolari le proprietà curative delle erbe medicinali erano ben note fin dall’antichità quando costituivano l’unica forma di terapia contro le malattie e hanno assunto connotazioni medico-leggendarie che poco avevano di scientifico, ma che per secoli hanno influito sulla cura dei malati. Nei tempi antichi si riteneva che le piante avessero un’anima e fossero capaci di provare sentimenti. Alcune piante, come l’Iperico o la Mandragora, erano considerate magiche in conseguenza dell’interpretazione degli effetti che queste provocano sull’uomo. Oggi sappiamo che esistono erbe tossiche, allucinogene, sedative o anestetiche, ma nell’antichità queste qualità, sconosciute da un punto di vista scientifico, venivano interpretate attribuendo loro poteri magici.
Anche per la raccolta delle piante si dovevano seguire rituali e formule che andavano recitati anche durante la loro preparazione (“Raccogli la menta nel mese di agosto, prima che sorga il sole, dopo esserti purificato…”).
Nel Medioevo vennero allestiti i primi orti botanici, che erano delle raccolte di "medicamenta simplicium", col tempo la parola medicamenti venne omessa e il solo termine "semplici" rimase ad indicare le piante utilizzate a scopo salutare.

Queste fotografie mostrano una piccola parte delle più comuni erbe spontanee del territorio con qualche accenno al loro impiego. La mostra non ha la pretesa di essere esaustiva, ma solo dare un’ indicazione di come venivano utilizzate  e  di come ancora oggi si possano impiegare per coadiuvare nella guarigione e spesso risolvere i problemi in modo naturale senza ricorrere a farmaci di sintesi con i loro immancabili effetti collaterali.

         

                         Le streghe detentrici della conoscenza e capri espiatori

       
Erano generalmente le donne che attingevano, a questo prezioso e ricco serbatoio, i rimedi offerti dalla natura, in quanto da tempo immemorabile è stata perlopiù la madre a preoccuparsi della cura e della salute della famiglia.  La caccia alle streghe è stata una triste parentesi della storia strettamente collegata alla medicina popolare. Si trattava molto spesso della persecuzione di semplici donne del popolo, dedite alla preparazione delle ricette medicinali.
Ma queste donne, accusate di stregoneria, torturate e condannate al rogo, erano frequentemente le vere custodi della tradizione dell’uso delle piante officinali grazie alla loro conoscenza di ricette e segreti. La strega era colei che non sottostava né all’autorità laica né a quella religiosa, tanto che veniva tacciata di eresia, non potendo essere accusata di altro delitto. Le persecuzioni e i roghi che colpirono le streghe ebbero luogo tanto in Europa che in America, in quanto con la loro conoscenza delle proprietà curative delle erbe e con i loro riti di origine pagana e precristiana, potevano mettere a repentaglio i poteri dei sacerdoti esorcisti e l’autorità della Chiesa. E’ così che esse rappresentarono il capro espiatorio su cui far ricadere la colpa di fenomeni o eventi apparentemente inspiegabili.
Tutto questo non ha comunque fatto venir meno l’interesse e lo stimolo nella conoscenza del potere delle erbe, così ad esempio l’Iperico, da sempre indicato contro l’isterismo e la pazzia, anticamente considerati effetti della possessione diabolica, si è rivelato un’ottima terapia sedativa e antidepressiva. In conclusione si può dire che anche nella storia della medicina la magia ed il rito si legano strettamente a intuizioni destinate a diventare poi pilastri della scienza.

LA RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLE ERBE
Bisogna innanzitutto dire che raccogliere erbe medicinali non presuppone solo una buona conoscenza delle erbe stesse, ma anche molta esperienza. È quanto mai facile che una persona inesperta porti a casa degli erbaggi che possono nuocere! Molte piante infatti si somigliano tanto da poterle scambiare come nel caso della genziana maggiore, la cui radice è ricercata per le sue proprietà digestive, e il veratro il cui veleno è mortale. Inoltre è importante anche dove vengono raccolte le erbe, basta infatti che contengano residui di fertilizzanti, erbicidi o pesticidi perché il loro effetto venga annullato o addirittura diventare nocive.
Non raccogliere mai con la pioggia, la nebbia o il tempo umido poiché non si prestano a essere conservate. II momento migliore per la raccolta è la mattina presto, con il sole, non appena si è asciugata la rugiada mattutina; le forze delle piante si attenuano con il trascorrere della giornata.
Raccoglierne solo la quantità strettamente necessaria e mai per decorazione. Chiedetevi sempre: quanto me ne potrà servire in un anno? Dopo questo periodo infatti le sostanze attive scompaiono. Che peccato che scorte troppo grandi debbano finire nella pattumiera!
Non bisogna raccogliere un intero patrimonio, e le singole piante vanno risparmiate perché possano continuare a crescere.
Occorre poi prestare la massima attenzione a quelle piante sottoposte a protezione totale (Legge regionale 2 novembre 1982 N°2) o parziale perché rare o in pericolo di estinzione: queste NON devono MAI essere raccolte (vedere la lista qui).
Le piante raccolte devono essere riposte in sacchetti di carta o stoffa o in cestini, mai nella plastica, e vanno protette dal sole.
Le piante officinali che non vengono adoperate fresche possono essere conservate con l’essiccazione. Non vanno lavate ma distribuite in uno strato sottile su carta bianca pulita all’ombra in luogo asciutto e sufficientemente aerato.
Affinché le piante essiccate mantengano la loro efficacia devono essere conservate all’asciutto e al fresco in recipienti che le proteggano dalla luce.




LE PREPARAZIONI FONDAMENTALI

Con le erbe si possono ottenere innumerevoli preparazioni, ma nella pratica domestica è opportuno realizzare quelle più semplici, comunque valide sotto il profilo dell’efficacia.
Le operazioni di infusione, decozione e macerazione sono sicuramente realizzabili da chiunque ci si voglia cimentare.

INFUSO O DECOTTO?
La scelta del metodo di preparazione dipende prima di tutto dal principio attivo che si vuole
ricavare dalle erbe. Gli oli essenziali sono molto volatili ed evaporerebbero se sottoposti ad ebollizione. Pertanto le erbe aromatiche, ricche di aromi delicati e di principi attivi che si degradano per l’azione del calore, come fiori, gemme e foglie, vanno generalmente preparate in infuso, come il tè.
Se i principi attivi che interessano sono invece mucillagini, tannini, oli amari o altri elementi meno volatili, si possono ricavare meglio facendo bollire le erbe insieme all'acqua, in genere per un periodo tanto più lungo quanto più queste sono legnose (cortecce, radici, semi duri e foglie non aromatiche come la malva).



COME SI PREAPRA UN INFUSO
Gli infusi si ottengono facendo bollire la quantità di acqua prevista e versandola subito sulla droga sminuzzata, già posta in un recipiente adatto. Si mescola, si lascia riposare per un tempo medio di 10 minuti ed infine occorre filtrare e spremere il residuo per raccogliere la maggior parte dei principi attivi. Il tempo di contatto influisce sul colore, sul gusto e sull’attività dell’infuso che deve essere consumato caldo o tiepido, mai bollente od eccessivamente freddo. Inoltre possono essere dolcificati con il miele che, ricco di zuccheri e di principi naturali derivanti dai pollini, si sposa perfettamente con tutti i preparati a base di erbe, meglio ancora con quelli emollienti e decongestionanti.



COME SI PREPARA UN DECOTTO
Le droghe non aromatiche, che contengono principi attivi stabili al calore, quelle costituite da radici, cortecce, semi ed altre parti dure, si adoperano generalmente in forma di decotto.
Il decotto si ottiene gettando la droga sminuzzata nella quantità prescritta di acqua bollente, si copre e si continua a far bollire a fuoco moderato per 10-20 minuti. Infine si filtra.

LE TINTURE
Le tinture si preparano per macerazione. Si pone la droga sminuzzata in un recipiente a chiusura ermetica e si lascia a contatto con il solvente prescritto per 5 – 10 giorni. Si tiene a riposo al riparo dalla luce solare diretta, agitando di tanto in tanto. Trascorso il tempo previsto si filtra, si sprema la droga e si aggiunge ancora la quantità di solvente necessario ad ottenere il volume finale prescritto. Le tinture si possono suddividere genericamente in
Tinture idroalcoliche: per la loro preparazione si utilizza alcool etilico di diversa gradazione che si ottiene mescolandolo, secondo i rapporti, ad acqua.
Tinture vinose: vengono impiegati vini bianchi o rossi di buona gradazione alcolica, comprendendo anche i tipi marsala o porto.
Queste tinture sono generalmente gradevoli ed aromatiche. Si consumano a cucchiai o a bicchierini da liquore.




La preparazione del ginepro è qui.

Achillea millefolium - Achillea -Artemisia - Fam. Compositae
Presente su tutto il territorio, ha fiorì bianchi o rosa, foglie frastagliate simili ad un merletto. Deve il suo nome all'eroe omerico Achille che la usò per curare un amico durante l'assedio di Troia. Le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, emostatìche, emmenagoghe sono note fin dall'antichità. Un detto locale recita "Si la fënna sapiësan la virtü dl'artemizë, l'arplierian din lor cëmizë " se le donne conoscessero le virtù dell'achillea la terrebbero piegata nella loro camicia.

Achillea moschata - Achillea di montagna - Fam. Compositae
Cresce nei luoghi sassosi a quote superiore a 1700 m. La droga è costituita dalle sommità fiorite che contengono oli essenziali e sostanze amare. Usata per la preparazione di liquori ed in particolare del genepì, il gusto amaro e gradevolmente aromatico stimola la secrezione dei succhi gastrici e quindi l'appetito. Favorisce la digestione con benefici effetti sull'alito cattivo. L'infuso come aromatizzante, amaricante, aperitivo, digestivo.
 Alchemilla vulgaris - Alchemilla - Fam. Rosaceae
Le foglie tipicamente pieghettate di quest'erba, con i bordi ricamati da una dentellatura perfetta, sono di una bellezza incantevole. Cresce nei prati umidi e nei boschi luminosi. I suoi principi attivi, costituiti da tannini, resine, fitosteroli e saponine, le conferiscono proprietà astrìngenti, antiinfìammatorie, leggermente antìsettiche. Veniva usata come emostatico e cicatrizzante.

Artemisia Absinthium - Assenzio - Duesën - Fam. Compositae
Molto diffusa lungo i muri, tra i sassi, nei luoghi aridi, Dal colore grigio vellutato, fiorisce con grappoli minuti di fiorellini gialli che costituiscono la parte propriamente medicinale e sono ricchi di olio essenziale, tuione, azulene, tuioli, flavonoidi e absintina. Le sue proprietà amaro-toniche, eupeptiche, aromatiche, amaricanti, aperitivo, digestive, stimolanti, vermifughe la rendono adatta nei casi di atonia digestiva, dispepsia, convalescenza, colecistopatia, dismenorrea.

Arnica montana - Arnica - Tabà 'd muntaghë - Fam. Compositae
Le sue belle margherite spettinate giallo arancio rallegrano i pascoli umidi di montagna, hanno odore aromatico e sapore amaro. Contro le distorsioni, le contusioni, ematomi, ecchimosi e botte in genere si usa la tintura o impacchi di decotto usato molto freddo. Esclusivamente per uso esterno, se ingerita o a contatto con occhi o mucose può provocare gravi danni.

Berberis vulgaris - Crespino - Fam. Berbendaceae
Arbusto molto ramificato e spinoso. Le foglie, dalla consistenza quasi coriacea, hanno un caratterìstico gusto asprigno, ed era uso masticarle per calmare la sete. Foglie e radici hanno proprietà amaricanti, febbrifughe. depurateci, astringenti, diuretiche, ipotensive e sono ricche di alacaloidi, in particolare la berberina che ha la proprietà di abbassare la pressione arteriosa.

Calendula officinalis - Calendula - Susì - Fam. Compositae
Questa pianta dalle belle margherite arancioni è coltivata nei giardini per i suoi colorì vivaci. E' un rimedio prezioso per i principi attivi in essa contenuti: un principio amaro; una saponina, una resina, olio essenziale, acidi, alcol e tracce di acido salicilico. E' quindi un ottimo antinfìammatorìo, antisettico, antispastico e sudorifero. Inoltre è il miglior cicatrizzante della nostra flora e quindi largamente impiegata per ferite, tagli, bruciature.

Crataegus monogyna - Biancospino - Abossu - Fam. Rosaceae
Le parti utilizzate sono i fiori colti prima dell'apertura in primavera e i frutti a fine estate. Presenta olio essenziale ed è molto ricco di tannini e vitamina; è rilassante, ipotensivo, astrìngente, febbrìfugo. Si consigliano infuso e tintura in caso di ipertensione, nervosismo, insonnia. Aiuta a combattere stati di ansia e di angoscia. Il bagno con fiori di biancospino ha effetto tranquillante.

Euphrasia officinalis - Eufrasia officinale - Fam. Scrophuiariaceae
Questa bella e umile piantina ha grandi proprietà antiinfiammatorie oculari e nasali. Il suo infuso stimola l'appetito e favorisce la digestione, mentre il decotto si usa per decongestionare le palpebre e la zona intorno agli occhi.

Fragaria vesca - Fragoline selvatiche - Laz amussa - Fam. Rosaceae
Anche se la parte più apprezzata di questa pianta sono i dolcissimi e profumatissimi frutti, i principi attivi sono tutti contenuti nelle foglie che hanno proprietà dietetiche, aperitivo, depurative, diuretiche, astringenti, antiinfìammatorie. I frutti contengono comunque vitamine C, A, B, e zuccheri, si possono aggiungere nel thè al quale conferiscono un aroma ed un gusto piacevolissimo.

Gentiana acaulis - Genzianella - Re 'd curbà - Fam. Gentianaceae
Possiamo ammirare questi coloratissimi fiori in primavera presto: quando con il loro intenso blu punteggiano i pascoli d'alta montagna. Le proprietà sono simili a quelle della genziana maggiore, e si possono utilizzare anche i fiorì in associazione con foglie di salvia per infusi digestivi addolciti da un cucchiaino di miele. Pianta a protezione totale.
Gentiana lutea - Genziana maggiore - Nunù - Fam. Gentianaceae
Pianta elegante alta circa un metro, dai fiorì gialli, qui ripresa insieme ad una bella fioritura di epilobio, i cui pregi, di natura tipicamente tonica, sono racchiusi tutti nella radice che va raccolta nel tardo autunno. Grazie ad essa, molto usata per preparare liquori digestivi, che ha sapore dapprima dolciastro, quindi piacevolmente amarognolo, si potranno curare inappetenze e cattive digestioni, fugare febbri e vermi, apportare sensibili benefici in tutte quelle malattie con manifestazioni di natura nervosa. Negli alpeggi si usavano le foglie, ampie e lisce, per avvolgere e conservare i panetti di burro. Pianta a protezione totale.
Hypericum perforatum - Iperico - Milpertui - Fam. Hypericaceae
Pianta con fiori uniti in un corimbo di un bei giallo dorato che fioriscono fino a settembre. Deve il suo nome alla struttura delle sue foglie che, guardate contro luce, sembrano attraversate da una serie di minuscoli forellini. L'olio di iperico serve ottimamente a curare bruciature di sole o ogni altra forma di scottatura, ferite, scalfitture della pelle, piaghe, ulcere. Si prepara con la macerazione dei fiori nell'olio di oliva in un vaso di vetro chiaro a chiusura stagna esposto al sole.

Juniperus communis - Ginepro - Gënëbbrë - Fam. Cupressacee
Le parti utilizzate: le foglie, i frutti (coccole), il legno. Proprietà: aromatizzanti, diuretiche, antisettiche, balsamiche. Principi attivi: olio essenziale (pinene, canfene, junene, tarpinolo: cadsnene) acidi organici, zuccheri, juniperina. La più importante proprietà del Ginepro è quella di aumentare la diuresi; questa attività è utile ai reumatici, agli artritici e ai gottosi. E' inoltre un disinfettante delle vie urinarie e respiratorie, un valido stimolante della digestione, un antifermentativo intestinale, un espettorante e un sedativo della tosse. I preparati (1, 2) di Ginepro vanno utilizzati con cautela; non devono inoltre essere usati da soggetti affetti da infiammazioni renali. Pianta a protezione totale.  

Menta longifoila - Menta - Mëntë - Fam. Labiate
II nome deriva dal latino "mens - mentis ", perché si riteneva fin dall'antichità che potesse aumentare le facoltà intellettive e la memoria. Il principio attivo è il mentolo, contenuto nelle foglie, che ha proprietà eupeptiche, carminative, antinausea e stimolanti cerebrali. Il the di menta è digestivo e rinfrescante. Gargarismi con l'infuso sono utili per disinfettare bocca e gola. E' raccomandata per alleviare il mal di gola, il raffreddore, il mal di denti e come olio da massaggio per uso esterno in frizioni per defaticare le gambe e contro i crampi.

Olivello spinoso - Fam. elaeagnaceae
L'olivello spinoso (Hippophae Rhamnoides) è un arbusto selvatico appartenente alla famiglia delle Elegniacee, rustico, resistente al freddo ed alla siccità. Ha radici molto sviluppate ed è pertanto frequentemente usato per consolidare i terreni e per impieghi anti-erosione. Le radici fissano azoto atmosferico accrescendo la fertilità del terreno (un'ettaro produce fino a 300Kg/anno di N2). E’ una pianta dioica (fiori maschili e femminili su piante diverse) e produce bacche giallo-rosso-arancione straordinariamente ricche di vitamine A, C, E e del gruppo B e dal gusto accentuatamente asprigno.
La scoperta dell'altissimo livello di Acido ascorbico (Vitamina C) contenuta nelle bacche avvenne negli anni ’40, ma la medicina Tibetana ha una tradizione millenaria dell’uso dell`olivello spinoso, ed utilizza intensamente le sue bacche contro le affezioni polmonarie e per uso protettivo della pelle.
L’olivello spinoso costituisce un ottimo ricostituente per raffreddamenti e stati influenzali. Anche l’olio che si ricava dalle bacche è altrettanto prezioso per la cura del nostro corpo. Non solo perché, svolgendo un’importante azione cicatrizzante, può essere prescritto come coadiuvante nella cura dell’ulcera gastrica, ma anche perché tale proprietà lo rende un prodotto di bellezza davvero speciale: lo ritroviamo non a caso fra i componenti di molte creme e gel anti-smagliature.
Contenuto di vitamina C in alcuni alimenti (mg ogni 100 g)
Rosa canina (frutti)  300, Ribes 200 Olivello spinoso 200, Prezzemolo 162, Rucola 110, Kiwi 85, Limone 50, Arance 50, Fragole 50.


Particolare dei frutti maturi
Oxalis acetosella - Acetosella - Fam. Oxalidaceae
La fioritura di questa delicata piantina si può ammirare nel sottobosco ad inizio primavera. La droga sono le foglie. Assaggiando le foglie si percepisce subito un gusto acidulo dovuto alla presenza notevole di acido ossalico (anche più dell'1%). Ha proprietà diuretiche, depurative, decongestionanti e dissetanti. Dalle foglie si ricava anche un infuso depurativo mentre consumate crude calmano la sete e disinfettano le piccole ulcere del cavo orale. E' controindicata per chi soffre di disturbi gastrici, intestinali, epatici, di calcoli renali e biliari, di gotta. Si possono usare le foglie crude a piacere nelle insalate miste.
Primula officinalis - Primula - Fam. Primulaceae
Caratteristica pianta che annuncia la primavera, le sue foglie e i suoi fiorì hanno proprietà diuretiche, depurative, tossi fughe, espettoranti, sedative. L'infuso bevuto alla sera combatte l'insonnia e l'eccitazione nervosa. Le radici hanno prerogative tossifughe utili durante l'influenza. Le foglie tenere mescolate alle insalate hanno effetto depurativo. Pianta a protezione totale.

Prunus brigantiaca - Pruno selvatico - Marmutië - Fam. Rosaceae

L’olio di “marmotta”
L'öru 'd marmottë
“Prunus brigantiaca” è il nome botanico di un arboscello (raramente supera i tre metri) che in patuà è chiamato marmutìë e che in agosto porta a maturazione dei bei frutti simili a prugne, tondeggianti, di colore giallo chiaro dalle cui mandorle si estraeva un olio detto öru ‘d marmottë, che nulla ha a che vedere con il simpatico roditore il cui nome in patuà è müré.
Endemismo esclusivo e piuttosto raro delle Alpi Occidentali, le sue mandorle, estratte per macerazione e poi sgusciate nelle lunghe veglie invernali, venivano portate al mulino per la spremitura. Pare che il rendimento fosse eccellente, circa il 50% e siccome l’olio era particolarmente apprezzato per le sue caratteristiche, che erano quelle di essere molto fluido, limpido, color giallo oro, dal gusto dolce con un leggero profumo di mandorle che lo rendeva particolarmente grato al palato, veniva scambiato contro due litri d’olio d’oliva portando il rendimento al 100%.
Veniva usato soprattutto per condire a crudo non essendo sufficientemente grasso per la cottura, inoltre era impiegato come olio da illuminazione.


Frutti maturi
Ribes rubrum - Ribes rosso - Gruzella - Fam. Sassifragaceae
Questa pianta dai deliziosi grappolini rubini, era comunemente coltivata e ogni orto ne aveva una siepe. I frutti hanno proprietà aperitivo, digestive, depurative, diuretiche e lassative grazie agli acidi organici, zuccheri, pectina, mucillagine e all'altissimo contenuto di vitamina C. Inoltre contengono acidi organici (acido malico, citrico e tartarico) che, stimolando le secrezioni dello stomaco e dell'intestino, facilitando il processo della digestione e tonificano tutto l'apparato digerente.

Rosa canina - Rosa di macchia - Argurënsa - Fam. Rosaceae
Pianta molto comune, invasiva, tenace, "si tü m'taiha tü m'ëmpalha, si tü m'brülla tü m'fümma, si tü m'ciava tü m'gara " (se mi tagli m'impagli, se mi bruci mi affumichi, se mi scavi mi togli). Il legno della rosa canina, per la sua elasticità, era usato per i denti dei rastrelli. Ha proprietà diuretiche, vitaminizzanti, antiinfìammatorie, astringenti, toniche, rimineralizzanti. Principi attivi: tannini, pectine, vitamina C e P, carotenoidi, acidi organici, polifenoli, oli essenziali. I petali e le foglie vengono utilizzati per tisane leggermente astringenti. Dai falsi frutti, la cui parte interna ha le proverbiali proprietà pruriginose, si ottengono conserve e marmellate ricche di vitamina C.

Rubus idaeus - Lampone - Laz ampa - Fam. Rosaceae
E' un frutto autorizzato anche ai diabetici (come la ciliegia, il ribes e il mirtillo), perché il suo zucchero è facilmente assimilabile. Le foglie con cui si preparano decotti, contengono la pectina, che ha un effetto astrìngente. Nel frutto fresco troviamo zuccheri, vitamine B1 e C e sali minerali. Mangiare lamponi, preferibilmente 2 volte al giorno, lontani dai pasti, aiuta nei casi di diabete, reumatismi e gotta. Il lampone possiede proprietà curative anche per il fegato. In cucina i lamponi trovano molteplici utilizzi, si usano anche per aromatizzare la grappa.

Salvia pratensis - Salvia dei prati - Brünëttë - Fam. Labiatae
Pianta molto comune nei prati dove, insieme alla lupinella, costituisce un'ottima foraggiere. Le parti utilizzate sono le foglie e le sommità fiorite che hanno proprietà simili alla Salvia officinalis, ma più blande. Stimola le funzioni dell'intestino e della cistifellea; sull'apparato respiratorio ha un effetto balsamico (riduce le infiammazioni) ed espettorante ed è utile anche per l'asma. Per uso esterno è antisettica soprattutto per il cavo orale, ed astringente.

Taraxacuin officinale - Girasole dei prati - Marpusië - Fam. Compositae
E' una delle erbe più note e diffuse della cultura popolare per fare una cura depurativa. Le sue foglie, usate fresche per preparare ottime insalate, o mangiate cotte, esercitano un'azione disintossicante, fluidificante del sangue, eupeptica, diuretica e blandamente lassativa. Ed infine, per uso esterno, la tradizione consiglia di usare il lattice del Tarassaco per eliminare le verruche ... provare ore credere.

Tilia cordata - Tiglio - Tiöllë - Fam. Tiliaceae
Il tiglio si presenta come una pianta dal portamento maestoso, i cui fiori emanano un profumo intenso e caratteristico. Con i fiori si ottiene un ottimo thè che, addolcito con il miele, ottiene un sollievo in tutte le affezioni da raffreddamento. Questo the inoltre, è un ottimo calmante della tosse e dei nervi, rende più fluido il catarro bronchiale che verrà cosi espettorato con maggiore facilità, è diuretico, antireumatico e tonificante del cuore.

Thymus serpjllum - Timo serpillo - Serpun - Farri. Labiatae
Pianta aromatica, assai usata in cucina, è ricca di proprietà in particolare antisettiche, antispasmodiche, depurative, espettoranti, balsamiche e digestive. E' utile nei casi di tosse, catarri bronchiali, asma. Ha proprietà stimolati dell'apparato digestivo per cui è consigliato nei casi di astenia, stati di debolezza e affaticamento. (Droga usata: sommità fiorite). Dal serpillo si estrae un'essenza simile a quella estratta dal timo, che ha un'azione vermicida e balsamica. In cucina viene ampiamente impiegato per insaporire carni e pesci.

Tusillago farfara - Tosillaggine - Flu 'd pcitté vie (foglie sono dette félha d'unglé) Fam. Compositae
Si distingue per i bei fiori di un bei giallo acceso che compaiono prima delle foglie. Il nome generico ha origine dal latino tussis ed agere = far tossire, è infatti una delle piante officinali più apprezzate nella cura della tosse per le sue proprietà espettoranti, astringenti, emollienti, lenitive, e trova impiego nei casi di raffreddore, influenze, laringiti, tracheiti e bronchiti.

Vaccinium myrtillus - Mirtillo - Laz izerra - Fam. Ericaeae
Conosciuta perla bontà dei suoi frutti usati per gelati, marmellate, dolci, questa pianta ha spiccate proprietà astringenti, antiinfìammatorie; antisettiche, protettrici vasali e della retina. La droga è costituita dalle foglie e dai frutti che hanno facoltà astringente intestinale, antiemorragiche e favoriscono una pronta percezione visiva, l'estratto di Mirtillo è considerato un naturale nutrimento per gli occhi. Viene spesso consigliato per disturbi visivi generici, nelle difficoltà di adattamento a condizioni di scarsa luce. Pianta a protezione totale.

Veronica allionii - Veronica - Veronikke - Fam. Scrophuiariaceae
Altrimenti detta the di montagna, il suo gradevole infuso è di conforto in caso di tosse, raffreddore, influenza. I suoi principi attivi sono la veronicina, olio essenziale, tannini, acidi organici, che le conferiscono proprietà aromatizzanti, tossifughe, antiinfiammatorie, emollienti, lenitive. Pianta a protezione totale.
Vinca minor - Pervinca - Purasë - Fam. Apocynaceae
La bella e umile Pervinca contiene nelle foglie alcuni meravigliosi principi medicali, tra cui la vincamina. L'uso interno più appropriato della Pervinca rimane quello di una confortevole tisana per gli ipertesi, cui il sapore amaro aggiunge valide proprietà stomachiche e digestive. Per uso esterno le foglie hanno proprietà antiinfiammatorie, sono perciò utili nelle dermatosi, per foruncoli, eczema.

Viola Calcarata - Viola di montagna - Flūciara - Fam. Violaceae
Questo timido fiorellino rallegra il sottobosco con delle belle macchie colorate in primavera. Ha potere depurativo e antisettico, rinfrescante ad azione lassativa, diuretica e antipiretica. Per le sue proprietà antisettiche era particolarmente apprezzata nei casi di bronchite, tosse, raffreddore. Pianta a protezione totale.
Piante velenose

Paris quadrifolia - Uva di volpe - Fam. liliaceae
Pianta caratteristica per l'unico fiore portato all'apice del fusto e per le quattro foglie riunite in un unico verticillo. Ama i luoghi freschi e ombreggiati.

Digitalis grandiflora - Digitale a grandi fiori - Fam. Scrofulahaceae
Robusta pianta dalle vistose infiorescenze giallo pallide esternamente, paglierine con strie marroni all'interno. Cresce nelle radure dei boschi. Non comune. Ha proprietà cardiotoniche e toniche. Parte velenosa: tutta la pianta, ma in modo particolare le foglie durante la fioritura. Pianta a protezione totale.

Veratrum album - Veratro - Verairë - Fam. lilaceae
Questa pianta, che si è enormemente moltiplicata con l'abbandono dello sfalcio dei prati, può erroneamente essere facilmente confusa con la genziana, che però ha le foglie opposte invece che alterne. L'ingestione di tisane preparate con essa o l'inalazione della polvere possono scatenare il vomito spontaneo, a cui possono associarsi nausea, vertigini, sudorazione profusa e fredda e il rallentamento della frequenza cardiaca. Pianta a protezione totale.

Aconitum vulparia - Aconito giallo - Fam. Ranuncolaceae
E' sostanzialmente facile da riconoscere per la spiga fiorifera piuttosto rada e per i fiori i cui sepali superiori formano un cappuccio a forma di elmo. Estremamente velenosa in tutte le sue parti. Pianta a protezione totale.






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